Prezzo fisso o variabile: come scegliere
La scelta non è ideologica: dipende dal livello del PUN, dalla tua tolleranza al rischio e dalle condizioni concrete dell’offerta (spread, quota fissa, vincoli).
Prezzo fisso: certezza sulla componente energia
Con il fisso sai quanto paghi l’energia (in €/kWh) per la durata dichiarata. È utile se preferisci prevedibilità o se temi un rialzo del mercato. Verifica sempre durata, eventuali aggiornamenti e oneri di recesso.
Prezzo variabile: allineamento al PUN
Con la variabile paghi l’indice di mercato più lo spread. Se il PUN scende, potresti risparmiare; se sale, la bolletta energia cresce. Controlla lo spread, non solo il marketing “indicizzato”.
Come confrontarle sul sito
- Guarda il PUN di riferimento e lo storico.
- Apri le classifiche fisse e variabili sullo stesso consumo tipo.
- Usa il calcolatore con i tuoi kWh e confronta vincoli e requisiti sulla scheda.
Domande frequenti
Cosa significa prezzo fisso?
Il venditore fissa il prezzo dell’energia in €/kWh per un periodo o fino a nuove condizioni. La componente energia non segue mese per mese il PUN, anche se altre voci di bolletta possono cambiare.
Cosa significa prezzo variabile?
Il prezzo energia segue un indice, di solito il PUN Index GME, più uno spread del venditore. Se il PUN sale, sale anche la spesa energia; se scende, scende.
Quale conviene oggi?
Non esiste una risposta unica. Con PUN alto e volatile molti cercano certezza nel fisso; con PUN basso e spread contenuti la variabile può costare meno. Confronta sempre sullo stesso consumo.
Lo spread basso basta a scegliere?
No. Contano anche quota fissa, durata, vincoli di recesso, requisiti di accesso e se l’offerta è monoraria o a fasce.
Posso cambiare se sbaglio?
In genere sì, con le regole di switching. Dal 1° dicembre 2026, nei casi idonei, la fase tecnica del cambio luce può essere più rapida: vedi la guida sul cambio in 24 ore.